STABILIZZATORE PER STATICA

7 motivi per usare lo stabilizzatore per statica

(anche senza attivazione muscolare degli AAII)

L’uso dello stabilizzatore per statica, o standing, ha una validità ovvia quando si ricerca il coinvolgimento attivo degli arti inferiori, cioè quando il paziente collabora nel mantenimento della stazione eretta con la propria muscolatura ma necessita di un sostegno per raggiungerla o mantenerla a lungo. Meno ovvie potrebbero essere le ragioni per utilizzarlo quando non è presente un’attivazione muscolare, vediamole insieme.

#1 CONSERVAZIONE DELLA SALUTE OSSEA

L’uso dello stabilizzatore per statica, permettendo la stazione eretta altrimenti impossibileUso dello stabilizzatore per statica: legge di wolff, permette alla gravità di agire sulla formazione delle lamelle ossee, favorendone lo sviluppo. L’architettura interna dell’osso, infatti, non è fissa ma suscettibile a cambiamenti (rimodellamento). L’unità strutturale delle nostre ossa è influenzata nella sua formazione da diversi fattori, tra cui le forze pressorie a cui viene sottoposta. La principale forza che il nostro corpo deve vincere quotidianamente è la forza di gravità, che porterà le strutture ad ordinarsi riproducendo le linee di forza a cui l’osso è sottoposto. Lo standing ci assicura che il carico meccanico sia lo stesso anche nei pazienti che non sono in grado di mantenere la stazione eretta.

#2 FACILITAZIONE AL RADDRIZZAMENTO DEL TRONCO

In molti pazienti con atteggiamento cifotico da seduti, l’uso dello stabilizzatore per statica consente e facilita un raddrizzamento della colonna, in parte attivo e in parte passivo. Infatti il contenimento maggiore dato dalle parti accessorie dell’ausilio (pedane, talloniere, ginocchiere, supporto dietro al sacro…) dà maggiore stabilità al bacino e all’arto inferiore, e l’appoggio degli arti superiore sul tavolo frontale consente un sostegno del cingolo scapolare. Una volta ottenuto un maggior raddrizzameno della colonna dorsale, sarà più facile che ne segua uno della cervicale, migliorando l’orizzontalità dello sguardo e la mobilità del capo in generale.

#3 ATTIVITA’ INTESTINALE

La regolarità intestinale è facilitata dalla stazione eretta, ancora una volta grazie alla forza di gravità ma anche all’attivazione della muscolatura dello stomaco. Nonostante sia ormai conoscenza comune che l’attività fisica aiuti il nostro intestino, non è immediato rapportare questa realtà al paziente con una mobilità ridotta. È strano pensare che anche solo stare in piedi per qualche ora e anche non potendo contare sulle proprie gambe, il beneficio possa essere così grande. Una evacuazione più facile, rapida e non dolorosa può essere di per sè un’ottima motivazione per l’uso dello standing.

#4 BENEFICI PSICOLOGICI E COGNITIVI

Quando si passa dalla postura seduta alla stazione eretta cambia il modo in cui vediamo il mondo e il modo in cui il mondo vede noi. Per chi passa molto tempo in carrozzina e da molti anni, può essere un cambio di prospettiva fondamentale per un miglioramento del tono dell’umore. In molti studi (in particolare Labandz (2011) e Watanabe (2010)) viene sottolineato il beneficio dello stabilizzatore per statica e del conseguente contatto faccia a faccia (eye-to-eye interaction) nei bambini per lo sviluppo delle abilità sociali, la comunicazione e le maggiori opportunità educative. Questo è vero per i bambini nell’età dello sviluppo, ma sicuramente anche per il paziente adulto, in particolare se presente un deficit neurologico. Ricordiamoci, infatti, che dopo una lesione il nostro cervello si ‘riprogramma’ nella maniera più funzionale in quel momento: dobbiamo quindi assicurarci di dargli il maggior numero di stimoli possibili perchè non si fossilizzi sulla posizione seduta.

#5 MANTENIMENTO DELLA LUNGHEZZA MUSCOLARE

Certamente l’uso dello stabilizzatore per statica, ancorchè passivamente, aiuta al mantenimento del ROM (Range of Motion) delle articolazioni interessate. I muscoli, i legamenti e le altre strutture periarticolari vengono infatti posizionate e mantenute a lungo in maniera più semplice che attraverso l’allungamento manuale, conservando in questo modo i gradi di estensione (d’anca, di ginocchio) e di flessione (intesa come flessione dorsale di caviglia) necessari al mantenimento della stazione eretta e limitando le retrazioni muscolari che spesso accompagnano la riduzione di mobilità.

#6 RIDUZIONE DELLA SPASTICITA’

Così come ci insegna il concetto Bobath, “il carico normalizza il tono”, allo stesso modo confermano gli studi scientifici a proposito dei benefici nell’uso dello stabilizzatore per statica per la riduzione della spasticità. Il muscolo spastico infatti, se messo in carico in maniera corretta (cioè con un adeguato allineamento dei punti chiave), trova una benefica riduzione del tono aumentato. In particolare sono interessati i muscoli flessori plantari del piede.

#7 FACILITAZIONE NELL’USO DEGLI ARTI SUPERIORI

La stazione eretta permessa dallo standing, e questo è sicuramente collegato al maggior raddrizzamento del tronco di cui sopra, facilita l’uso degli arti superiori ottenendo un miglior posizionamento e quindi una migliore funzione della mano. Conseguenza diretta di tutto questo è l’aumento dell’utilizzo degli arti superiori nelle attività di vita quotidiana, che possono essere svolte in maniera più naturale dalla stazione eretta e che beneficiano anche della visuale più alta dettata dalla posizione.

Dott.ssa Giulia Mayer

Autore dell'articolo: giuliamayer