La riabilitazione neurologica dell’adulto

10 cose da sapere se hai avuto un ictusQuando si parla di riabilitazione neurologica si tende spesso ad assimilare tutto sotto il termine di ‘fisioterapia’ come se essi fossero sinonimi. In realtà la fisioterapia è sì riabilitazione, ma la riabilitazione comprende molto di più. Altre discipline, certamente, ma anche e soprattutto alcune specializzazioni a seconda del campo riabilitativo. Non si può pensare di approcciarsi ad un deficit neurologico come fosse un problema ortopedico, esattamente come non si potrebbe trattare una spalla come se fosse un’anca.

Anche in Italia (e soprattutto nell’Italia centrale e settentrionale) sta pian piano prendendo piede questa concezione, grazie anche ai corsi accreditati ECM per figure sanitarie, ai master di specializzazione ed altre attività formative; ciononostante non sempre le figure che si occupano di riabilitazione all’interno delle strutture specialistiche sono realmente formate nel campo in cui operano. Allo stesso modo l’università non fornisce ancora agli studenti gli strumenti necessari per insegnare a distinguere la riabilitazione neurologica da quella ortopedica.

Il concetto Bobath è, a mio parere, una tecnica di riabilitazione neurologica interdisciplinare che offre strumenti validissimi per il recupero motorio funzionale (ma non lo penso solo io: è attualmente l’approccio riabilitativo più diffuso nel mondo in ambito neurologico), rimanendo costantemente aggiornato e migliorandosi in base alle nuove scoperte neurofisiologiche. La medicina è, infatti, un mondo in costante evoluzione (in particolare quando si parla di funzioni cerebrali) e un metodo che rimanga uguale a se stesso non ha speranze di applicabilità a lungo termine.

Ma veniamo al sodo: in cosa consiste un progetto riabilitativo in un deficit neurologico?

Ovviamente non c’è una risposta semplice a questa domanda, ma vi sono alcune considerazioni che possono essere fatte. Nonostante le differenze tra le diverse patologie che possono risultare in danni neuromotori (ictus cerebrali e conseguenti emiplegie o emiparesi, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, atassie cerebellari, malattie neoplastiche cerebrali…), in particolare tra quelle degenerative e non, vi sono sicuramente dei cardini fissi su cui si può contare per stabilire un efficace programma riabilitativo.

Uno di questi è, senza dubbio, il coinvolgimento del paziente e delle figure caregiver: parenti più vicini ed eventuali badanti devono essere adeguatamente formati per permettere che l’assistenza diventi parte integrante della riabilitazione. Non si deve pensare che sia necessario prendere una laurea, certamente, ma bastano pochi piccoli accorgimenti (sta al terapista fornire i più adeguati caso per caso) per permettere che le ore di terapia (sempre troppo poche) diventino maggiormente efficaci prolungandosi nel corso della giornata.

Altri principi della riabilitazione neurologica propri del concetto Bobath li trovate qui.

Nonostante ogni intervento sarà necessariamente personalizzato di volta in volta in base alle esigenze personali e familiari, alle abilità motorie residue e al tipo di patologia, vi faccio alcuni esempi di possibili obiettivi e tecniche per un progetto di riabilitazione neurologica domiciliare:

  • Recupero dell’uso funzionale degli arti superiori
  • Implementazione delle autonomie quotidiane (vestirsi, lavarsi, alimentarsi, cucinare…)
  • Recupero della postura corretta e necessaria allo svolgimento di attività
  • Utilizzo corretto di ausili e ortesi, compresi ausili tecnologici e di comunicazione aumentativa
  • Svolgimento sicuro dei passaggi posturali (alzarsi in piedi, mettersi seduti, girarsi sul fianco…)
  • Recupero o mantenimento delle abilità cognitive (memoria, concentrazione, attenzione…)
  • Deambulazione sicura con e senza ausili, in ambiente intra ed extra-domiciliare
  • Fare le scale in sicurezza
  • Utilizzo del taping neuromuscolare per la stimolazione di funzione e stabilizzazione articolare
  • Addestramento badanti e caregiver

In conclusione, tanti possono essere gli interventi effettuati su un paziente neurologico, già durante la prima ospedalizzazione e certamente durante e successivamente al primo rientro a domicilio, e quale che sia il metodo utilizzato[1] si avrà senza dubbio un’efficacia maggiore tramite una specializzazione piuttosto che rivolgendosi a figure sì professionali ma non specializzate.

 

Dott.ssa Giulia Mayer

[1] In Italia ad esempio, oltre al concetto Bobath, vengono molto utilizzati il metodo Perfetti ed il Kabath.