sublussazione della spalla

Sublussazione della spalla: tutore si o tutore no?

La sublussazione della spalla nel paziente emiplegico è un problema molto frequente e che si presenta assieme alla flaccidità muscolare: l’ipotonia dei muscoli della cuffia dei rotatori (e talvolta l’ipertonia di altri gruppi muscolari) causa una perdita parziale del rapporto tra la testa dell’omero e la cavità glenoidea della scapola.

sublussazione della spallaQuesta situazione è molto evidente dalla semplice osservazione esterna: il paziente presenta un piccolo gradino all’altezza della spalla, segno che l’omero è sceso di qualche centimetro dalla sua sede fisiologica. È inoltre una situazione che generalmente si riduce spontaneamente assieme al recupero motorio dell’arto superiore nell’arco dei due anni successivi all’ictus.

La sublussazione della spalla può tuttavia compromettere il programma riabilitativo se non trattata o corretta in quanto può portare alle cause di dolore alla spalla, anche se spesso indirettamente, il quale a sua volta rallenta il recupero dei movimenti dell’arto superiore. Infatti una spalla sublussata è a maggior rischio di subire traumi da mobilizzazione errata e presenta spesso un ostacolo durante il training alla deambulazione, poichè l’arto superiore completamente flaccido intralcia i movimenti e modifica l’assetto posturale.

Per tutti questi motivi spesso si utilizza una soluzione semplice: un tutore reggibraccioTutore reggibraccio (la cui indicazione sarebbe per fratture di braccio o avambraccio e non certo per problematiche alla spalla). Quest’ultimo infatti presenta numerosi svantaggi:

  • Mantenendo l’arto superiore in una postura in flessione per lunghi tempi favorisce lo schema patologico e l’instaurarsi di retrazioni, ostacolando il drenaggio venoso-linfatico e facilitando dunque la formazione dell’edema
  • Una volta inserito nel reggibraccio, l’arto superiore è fuori dallo schema corporeo e pertanto è ostacolato nel recupero motorio funzionale
  • Ostacola lo stimolo alla ripresa antigravitaria dei muscoli della cuffia
  • Spesso non viene indossato correttamente (poichè non ne viene compreso lo scopo) e non riduce neanche la sublussazione!

 

Quindi cosa fare in caso di sublussazione della spalla? Esistono alcune alternative più adeguate rispetto al tutore reggibraccio:

  • Tutore specifico per la spalla: garantisce un supporto direttamente all’articolazione tutore per sublussazione della spallascapolo-omerale senza fissare il gomito in flessione. Il tutore si estende infatti fino all’avambraccio ma (oltre ad essere un accessorio removibile) ne mantiene la possibilità di oscillazione durante il cammino e il suo utilizzo funzionale. Al momento dell’acquisto viene calibrato su misura da un tecnico qualificato (porto ad esempio l’Omo Neurexa della Ottobock ma ne esistono di simili e di utilizzo equivalente).

 

 

 

  • Tutore GivMohr Sling: qui la correzione della sublussazione avviene attraverso il sostegno Bendaggio GivMohr Slingdel peso dell’arto, che potendo poggiare la mano sull’impugnatura mantiene le articolazioni della spalla, del gomito e del polso in leggera compressione. Anche qui l’arto è libero di oscillare durante il cammino. Tuttavia questo tutore non è consigliabile se è presente spasticità o ipertono anche lieve, poichè l’impugnatura della mano potrebbe risultare fastidiosa, dolorosa o peggiorare la chiusura della mano.

 

 

 

 

 

  • Bendaggio funzionale: attraverso l’uso del tape o anche di bendaggi non adesivi, si può ridurre Kinesio_Tapela sublussazione ottenendo un effetto simile a quello di un tutore, con il vantaggio di poter decidere esattamente in che posizione vogliamo tenere l’arto ed agire su strutture circostanti facilitando il recupero motorio.

 

 

 

Queste alternative, tuttavia, hanno anche degli svantaggi: sono generalmente soluzioni più costose, di più difficile reperibilità, più complessi da indossare in autonomia per il paziente, o, nel caso dei bendaggi, impossibili da utilizzare in autonomia pochè richiedono l’intervento di un terapista.

Realisticamente, quindi, cosa fare se ci si trova nella situazione in cui le soluzione ideali non sono  praticabili (anche solo momentaneamente)?

  • Utilizzare il tutore reggibraccio per minor tempo possibile, ad esempio solo durante il training deambulatorio. Per il resto del tempo è sufficiente una corretta postura seduta.
  • In alternativa utilizzare sostegni temporanei della mano: in una tasca, ad esempio, durante la deambulazione.
  • Insegnare al paziente l’auto-mobilizzazione della spalla, da praticare dopo aver indossato il tutore ‘sbagliato’ per limitarne i danni.

 

Dott.ssa Giulia Mayer

Autore dell'articolo: giuliamayer